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Posted on: 12/02/2017 in Diario, Experiences, Tecnica, Travels

9/02/2017

Come occupare 24 ore se ti trovi a Madonna di Campiglio …. semplice organizzati e parti con un gruppo di amici per sciare le pedici dell’Etna !!!
Dal Trentino alla sicilia e ritorno in 24 ore ?!?!? Si possibile e fatto !!

L’experience è stat organizzata da 4freeworld in collaborazione con Olimpionico Sport di madonna di campiglio, qui il link alla pagina fb di OLIMPIONICO SPORT

Vi lasciamo alla recensione di Claudio Lanzafame, Catanese di origine, Campigliano di adozione.

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Madonna Di Campiglio, Trentino Alto Adige, praticamente 1423 km a Nord rispetto alla Sicilia, terra di mare, ma anche terra famosa per una grande montagna, un Vulcano, l’Etna, massiccio di 3350 m.

Ore 1.30 am, suona la sveglia, giusto un trillo, la voglia di partire è tanta, fuori dal letto.
Operazioni di routine, troppo presto per la colazione, ultimo check all’attrezzatura, click, chiudo lo zaino, giù sul mio van, giro la chiave e via, comincia l’avventura.
Dopo aver caricato due amici, Maestri di Sci, Matteo e Barbara, via veloci verso Bergamo, Aeroporto Orio al Serio, nel frattempo on the road un altro mezzo, la limo-furgo nove posti del signor Matteo Armani driver da lago famoso in tutto il continente, a bordo di essa, nove pochi di buono.
Simone mastro avventura, Sandro Guida Alpina e Maestro di Sci, proprietario dell’Olimpionico Sport MDC, nonché trascinatore del team, Stefano maestro di sci e reporter, come la peste per quelli in città, Carpi l’alpinista, Ciucina director man, colui che vive in continuo movimento, nel senso che non sta mai fermo, tantomeno zitto, Matteo non so cosa faccia nella vita, non l’ho ancora capito, ma è sempre allegro, un toccasana per chi gli sta accanto, Andrea Guida Alpina ed esperto di granita, proprietario di un chiosco a San Vito lo Capo e Nicola tutto tranne che un ciacciarel, se c’è un attività che si può fare in montagna, lui l’ha già fatta, prima di te e probabilmente anche meglio.

Una volta a Bergamo, scarichiamo i furgoni, le sacche con gli sci e gli zaini, poi colazione, in attesa di altri tre amici, una volta arrivati e dopo aver imbarcato l’attrezzatura da sci, tutti sull’aereo!

Entusiasmo alle stelle, via si decolla, ore 06.20 circa, tutto in orario.
Qualcuno dorme, altri no, pensano già a come andranno queste 24h, altri invece sono lì, impegnati a dar fastidio a quelli accanto, che cercano di riposare, giusto per non venire meno alla tradizione, foto a bordo e sguardi fuori dal finestrino.
Manca poco, siamo quasi sopra Catania, ad attenderci 2 furgoni, amici, che pur di non farci perdere tempo ci aspettano già a motore acceso, pronti via.
Pronti via, dlin dlon, è il comandante che vi parla, bene, carino il comandante, solite info, stiamo per atterrare, siamo a quota tot, la temperatura è di tot gradi, sono le ore tot, preparate l’applauso, atterriamo in Sicilia, l’applauso fa parte del contesto, applauso un caz…
Nessuna info, l’uomo che guida l’aereo, il pilota, si scusa.
Atterreremo, e già quì sale l’ansia, a Palermo.
Avrei preferito sentirmi dire, stiamo precipitando, mettete i salvagenti.
Causa una nuvola, sopra l’aeroporto, contenente tutta l’ira di Zeus, l’aereo viene dirottato verso il capoluogo Siculo.
Silenzio totale, Palermo, da tutt’altra parte rispetto a dove l’avventura avrebbe avuto inizio.

Una volta atterrati, di corsa in cerca di due furgoni a noleggio, il servizio bus dell’aeroporto no, troppo lento, il tempo scorre, abbiamo a disposizione 10 ore.
Dopo una mezz’ora passata in cerca del miglior prezzo e disponibilità, fatta, mezzi disponibili, chiavi in mano, carichiamo tutto e via, pedale giù a manetta, direzione Catania.

Lungo il tragitto meteo avverso, pioggia, vento, pozze giganti, aquaplaning in agguato, ma non si molla un colpo.
Unica e sola pausa autogrill a metà strada per svuoto vescica e classico appuntamento con i panini marchiati autogrill.
Non puoi fare un viaggio in autostrada senza fare una sosta in autogrill, è d’obbligo, Capri, Icaro, Fattoria, m&m’s, Oreo, Coca Cola, è come essere a casa.

Il mal tempo non ci molla.
Finalmente giunti a Giarre, provincia di Catania , il mio paese natio.
Anche qui pioggia.
Ad attenderci 15 granite al pistacchio e 15 Brioche, precedentemente prenotate da Lanzafame Master!
Cosa non semplice, trovare la granita a febbraio!

Step 1
Colazione fatto ?

Ci rimettiamo in carreggiata, con quasi 4 ore di ritardo, non poche considerando le 10 a disposizione.
Direzione Etna Nord.
Più si va su e più le nuvole di diradano, esce il sole e L’Etna è la, imponente, vestita di candido bianco, li risplende e ci da il benvenuto.
Respiro di sollievo, non è ancora tutto perduto.
Parcheggiano, giù sci sci, scarponi ai piedi, mettiamo le pelli di foca.
Controllo Artva e via.

In salita a piccoli gruppi, ognuno con il suo passo, ognuno la propria traccia, chi su diretto, chi zigzagando, alcuni solo centinaia di metri in cerca di un pendio dove tracciare in giù la propria linea, che avrebbe lasciato un segno su mamma Etna, altri con un altro obbiettivo, la cima del Vulcano, il tempo a disposizione è poco, gli impianti sono chiusi, si parte circa da quota 1800m, più o meno 1500 i metri di dislivello da fare per la vetta, ma lo sguardo è rivolto in alto, si certo, a volte anche in basso, per la fatica ed il forte vento e dopo due ore, passo dopo passo, giunti a quota 3000, il maltempo, è tornato a farci visita, accompagnato, da gas, cenere e un forte odore di zolfo, la nebbia, si fa fatica a respirare, il tempo a disposizione è finito, bisogna fare dietrofront.
Un po’ di sconforto, si, è normale, ma poi la gioia di essere lì, in quel momento, davanti a quello spettacolo, aver lottato contro tutti gli imprevisti, ed il maltempo e aver raggiunto, quasi se non per un pelo, l’obbiettivo, ci rincuora, con la consapevolezza che il vulcano resta lì e ci saranno altre opportunità.
Via le pelli, ci copriamo bene e giù in discesa…ci prendiamo la giusta ricompensa.

Giunti in fondo, non c’è tempo per le chiacchiere, il tempo scorre, sono le 17.00, ci cambiamo e su in marcia, furgoni e via verso quota 0 metri sul livello de mare, dove ci aspetta una “merenda” a base di pesce.

Step 2
Risalire il Vulcano Etna in modalità freetouring e scenderne i pendii innevati fatto ?

Ad attenderci e sopratutto attendermi al ristorante, la mia family, al completo, Padre, Madre, Sorella e spirito santo…la gioia di vedersi dopo tanto tempo, anche se giusto un’ora …

Mangiamo con la stessa velocità con la quale abbiamo guidato, pellato e sciato, carrellata di antipasti di tutti i tipi, 4 di primi piatti, giù cibo come se fossimo dei termovalorizzatori e con il boccone ancora in bocca, di nuovo on the road, direzione aeroporto, sono le 19.30 alle 21.05 ci attende l’aereo per Bergamo.
Arrivati 20.10 circa, in time…stanchi ma felici, seduti su quelle strette poltroncine del boing 737, che ci avrebbe portato al “Norde”, possiamo tirare un respiro di sollievo e ripensare alle 20 ore appena trascorse, ripensare alle gioie, i rimorsi, il tutto concentrato in pochissime ore e alla prossima avventura.

Step 3
Merenda a base di pesce fatto ?

Abbiamo dato un nome all’avventura “Fish & Firn” e di fatto l’abbiamo onorato, abbiamo sciato e banchettato a base di pesce.
Volevamo farlo in 24 h e alla fine, pur con la fortuna a sfavore, l’abbiamo fatto.

Nella vita si può scegliere di essere normali e accontentarsi, oppure di coltivare dentro di se quel pizzico di follia.
E di tanto in tanto raccoglierne i frutti.
Alla prossima e grazie al fantastico team.

Scaduta